Personaggi famosi di Ferrara di Monte Baldo

Tra i “ferraresi” illustri, il paese ha forse dato i natali nel 1484 a Giulio Cesare Bordone, nel 1849 a Luca Lorenzi e nel 1884 a Giuseppe Vaona.

Giulio Cesare Bordone

Giulio Cesare Bordone nacque a Ferrara nel 1484 secondo il Maffei, anche se Riva e Caprino se ne contendono la nascita. Nel 1512 combatté a Ravenna, mentre fra il 1514 ed il 1519 studiò medicina e storia naturale a Bologna. Detto “lo Scaligero” perché si riteneva discendere dagli Scaligeri, nel 1425 si stabilì ad Agen in Francia come medico del vescovo Angelo Della Rovere. Qui nel 1531 pubblicò una violenta satira contro Erasmo da Rotterdam, mentre nel 1539 uscì il ‘De Comics” ed il trattato “De causis linguae latinae”. Scrisse poi “Poemata”, pubblicato nel 1546 ed il trattato “De plantis” nel 1556. Scrittore rinascimentale erudito ed acuto, il Bordone fu anche famoso medico. Morì a 74 anni nel 1558 ed uscirono postume altre due sue opere: “Poetica” ed “Epistolae et Orationes”.

 

Luca Ermenegildo Lorenzi

Luca Ermenegildo Lorenzi nacque nel 1849 e morì nel 1923. Fu per oltre quarant’anni benemerito segretario comunale a Ferrara, appassionato del Monte Baldo, di cui contribuì alla riforestazione, assieme al Pellegrini, oltre a svilupparne la frequentazione escursionistica e a contribuire alla realizzazione del primo rifugio del Telegrafo. Fu insignito dell’onorificenza di “cavaliere” dal CAI, mentre fece vincere al comune due medaglie d’oro e due d’argento per le migliorie nelle malghe e nella riforestazione di numerosi terreni. Egli diede inizio alla tradizione delle “feste degli alberi” e fu tra i soci benemeriti dell’associazione Pro Montibus.

Giuseppe Vaona

Giuseppe Vaona nato nel 1884, fu calzolaio e diventò famoso per essere stato conpagno di Cesare Battisti nella Prima Guerra Mondiale. Fu infatti suo attendente e combatté con lui sull’Altissimo, sul Carega ed a Passo Buole, finché Battisti fu fatto prigioniero sul Monte Corno. Dopo la Guerra tornò a Ferrara dove visse fino al 1975, soprannominato “Attendente” od anche “volpe del Baldo” per il colore rossiccio dei capelli.

Vittorio Pellegrini

A Ferrara hanno vissuto altri personaggi importanti. Fra tutti ricordiamo l’ispettore forestale Vittorio Pellegrini grande fautore dei rimboschimenti baldensi a cavallo del XX sec.

                                                                           Pellegrini Vittorio – Il Condominio News

Francesco Calzolari

Francesco Calzolari, farmacista e botanico veronese, nel suo “Viaggio di Monte Baldo” del 1566 così racconta: “Dopo la Corona si può alloggiare alla Ferrara dove poco l’uno dall’altro distanti sono Prabazar, il Maon, e Novezza, luoghi più coltivati e domestici de gli altri che sono più alti. Di qui pur ascendendo si entra in grandissime pradarie grasse dotate di fontane bellissime, dove gran copia di greggi e d’armenti pascono dal maggio fino al settembre”. Più in quota, verso il confine trentino, vi era una foresta di “alberi resiniferi, pini, abeti, picee, larici, juniperì non resiniferi, tilia, betula, carpeni, anagiris primo et secondo, aquifolii, folii arbori et altre sorti. Nella qual selva cogliono li montanari la resina, l’oglio d’avezzo e l’agarico”.

                                                                  Il Monte Baldo - Proloco Ferrara di Monte Baldo

Giovanni Pona

Giovanni Pona, altro illustre botanico, nel suo “Monte Baldo descritto” edito nel 1617 così definì Ferrara: “Per la strada ch’è tra il Maone e Campedello entrammo nella Villa chiamata Ferrara la quale rispetto al luogo è di case e d’huomini assai colta”. Parlando di Val Brutta, sostenne che “dalle nevi e dal ghiaccio perpetuamente si vede occupata, e in essa diverse fiere, e in particolare lupi e orsi si ricovrano”, mentre di Valfredda scrisse: “In questo luogo sono alcune casuccie di pastori fabbricate di virgulti à soffianti venti esposti, et hanno di paglia i tetti, che sono da gli habitanti chiamate il Baito, sotto le quali portasi, et si conserva il latte, et i pastori dalle piogge si difendono.” Egli attestò anche la presenza del ponte del tiglio lungo il sentiero che saliva al santuario della Corona.

Pona Giovanni, Marogna Niccolò : Monte Baldo descritto da Giovanni Pona veronese [...] Et due Commenti dell'eccellentissimoIl “Monte Baldo” di Giovanni Pona.

Giovanni Séguier

Nel XVIII sec. é 11 botanico francese Giovanni Séguier a visitare ripetutamente il Baldo. Nel volume “Plantae veronenses” del 1745, descrive anche molti luoghi del Baldo; ecco cosa dice a proposito di Valfredda: “Questa valle è ampia e ridente ed è ricca di pascolo per il bestiame; è la più nobile di tutto il monte, e lungo i pendii della dorsale or ora lodata possiede alcune rocce scoscese sulle quali si affacciano i Sassi di Valfredda”.

Giovanbattista Da Persico

Il nobile Giovanbattista Da Persico così illustra il territorio nel suo “Descrizione di Verona e della sua provincia”: “Oltre il Campedello si ha la Ferrara, villaggio nel fondo di un’ampia valle, denominato dal ferro, da cui ci aveva una miniera, dimessone l’uso, non è già molto, e qualche vestigio ancor vi si mostra delle fucine. Le acque diverse, che innaffiano questa ubertosa valle, si uniscono col torrente, che giù cade dai ciochi della Corona, o sì quello, che accenna ll Calceolari nella sua descrizione. Valle Orsa n’è il più fondo burrone. Cambrigar, Noveza e Campione stanno poco più oltre in altra parte, donde il monte è come diviso in due, scorrendo l’acque da mezzodì giù alla Ferrara, e da settentrione mettendo nel torrente Aviana.”

Carlo Belviglieri

La presentazione della “Storia di Verona e della sua Provincia” del 1859 di Carlo Belviglieri: “Pure sui fianchi del Baldo, è la Ferrara, villaggio nel fondo d’ampia valle denominata così dalle miniere di ferro da un pezzo dismesse, ma che Maffei opina attive al tempo romano”.

 

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