Aspetti naturalistici particolari

Ferrara di Monte Baldo possiede un ambiente naturale unico, rappresentato da gran parte del versante orientale baldense veronese. Un territorio ricco di flora e fauna, anche rari, dì biodiversità, in buona parte compreso in aree naturali protette, anche se il Parco Naturale del Monte Baldo, la cui istituzione è stata proposta più volte fin dal 1970, non ha ancora avuto attuazione. Vi è poi l’Orto Botanico di Novezzina, un ambiente unico che raccoglie e presenta buona parte delle specie floreali del Monte Baldo, assieme all’Osservatorio astronomico “A. Gelodi”. Ed infine, ricordiamo il Vajo dell’Orsa, stretto canyon glaciale, regno dello sport del torrentismo.

Le aree naturali protette
Il territorio di Ferrara di Monte di Baldo presenta diverse aree protette, forestali e faunistiche, istituite nel corso del XX sec. Innanzitutto vi è l’Oasi del Monte Baldo che interessa tutto il territorio sopra i 1200 metri di quota, creata dalla Provincia di Verona nel 1973 per la protezione e conservazione della fauna. In tale Oasi, che si estende per 3800 ettari, la caccia è proibita o regolamentata. Vi sono poi le Riserve Demaniali Regionali Forestali create nel 1972 ed ora riorganizzate nella Foresta Demaniale del Monte Baldo (3.907 ha complessivi) e nella Foresta Demaniale della Val d’Adige (1.517 ha. sui due versanti della Valle). Gestite da Veneto Agricoltura, hanno lo scopo di salvaguardare soprattutto il patrimonio boschivo, frutto di rimboschimenti operati nel XX sec. Si tratta, nello specifico, delle Riserve di Monte Cor, Albarè-Monte Castelcucco, Prazagano-CerbioloVal dei Fo, Lonza-Campedello-Val Brutta-Dosso Struzzenà-Pozza Ferrara. In tali Riserve la caccia è proibita, mentre la raccolta dei funghi è soggetta ad apposita autorizzazione alla raccolta dei funghi che va richiesta alla Unione Comuni Montani del Baldo. Una parte di queste foreste è inserita nell’area SIC /ZPS Monte baldo Ovest IT3210039 e nell’area SIC/ ZPS Monte Baldo Est IT3210041, istituite dalla Comunità Europea. Menzioniamo infine l’Orto Botanico di Novezzina, vero e proprio giardino che raccoglie specie floreali tipiche e rare del Monte Baldo. La visita delle Riserve è possibile lungo i sentieri aperti (appositi cartelli segnalano la zona di Riserva). Particolare attenzione va posta nel periodo primaverile a non avvicinare i piccoli di capriolo o di camoscio durante le escursioni, perché questo fatto li farebbe abbandonare dalle madri (in quanto riconoscerebbero l’odore umano).
L'orto botanico di novezzina
In comune di Ferrara di Monte di Baldo, a 1232 m di quota sul versante orientale del Monte Baldo sorge l’Orto Botanico di Novezzina, creato nel 1989 dalla Comunità Montana del Baldo. Si estende per circa 20.000 mq raccogliendo piante e fiori autoctoni del Monte Baldo, coltivati e presentati per scopi didattici, di divulgazione, di conservazione e di ricerca scientifica L’Orto che raccoglie centinaia di specie autoctone del Baldo, presenta microambienti simili il più possibile a quelli originari della montagna baldense, con le loro principali associazioni vegetali.

L’Orto Botanico di Novezzina, intitolato all’Ispettore Forestale Vittorio Pellegrini (1851-1927), principale artefice dei rimboschimenti baldensi, sorge sull’area di un ex-vivaio forestale gestito dal Corpo Forestale dello Stato fino agli anni Settanta del XX sec. L’Orto Botanico del Baldo è stato realizzato dalla Comunità Montana del Baldo, che ne è proprietaria, ed è gestito in collaborazione con il Comune di Ferrara di Monte Baldo, dalla Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni Calabria. L’orto botanico, intende promuovere la conoscenza dell’ambiente naturale baldense con visite, escursioni, attività didattiche, laboratori che trasmettano ai visitatori la grande ricchezza naturale, culturale, storica ed umana del territorio.

Nell’Orto Botanico di Novezzina sono raccolte più di mille specie autoctone del Monte Baldo con esclusione di specie importate da altri ambienti. Sono stati ricreati microambienti ed ecosistemi simili a quelli originari: dalla roccera al sottobosco di faggio, dal pascolo alle zone umide della pozza. Si è cercato di ricostruire l’ambiente vario del Monte Baldo in una limitata superficie, facilitando così al visitatore la conoscenza diretta delle specie, evitando di percorrere notevoli distanze e dislivelli per ritrovare queste piante. Tutte le specie presenti sono indicate da appositi cartellini recanti inciso il nome della famiglia, il genere, la specie ed il nome italiano. Una serie di cartelli e di leggii permette inoltre di riconoscere le principali associazioni vegetazionali. Nell’OrtoBotanico possiamo osservare varie specie endemiche (sono quelle specie sia della flora sia della fauna sopravvissute isolate sul Monte Baldo durante il periodo delle glaciazioni, al di sopra del livello dei ghiacciai del Garda e dell’Adige, mentre altrove scomparvero a causa del ghiaccio), come la campanula petraea e la Primula spectabilis, il Carex baldensis ed il Raponzolo di roccia, ma anche varie specie di orchidee ed altre, magari meno appariscenti ma non meno importanti. Nel corso degli anni sono state raccolte nell’Orto Botanico centinaia di specie che caratterizzano la diversità floristica della montagna baldense; allo scopo di valorizzare le specie baldensi, fin dall’inizio le introduzioni hanno riguardato esclusivamente specie di provenienza locale, escludendo ogni importazione da altre zone geografiche.

Osservatorio Astronomico del Monte Baldo "A. Gelodi"

L’ Osservatorio Astronomico Monte Baldo “A. Gelodi”, unico osservatorio pubblico della provincia di Verona, è di proprietà del Comune di Ferrara di Monte Baldo ed è gestito dal Circolo Astrofili Veronesi per la conduzione tecnico/scientifica. L’Osservatorio si trova nel comune di Ferrara di Monte Baldo in prossimità dell’Orto Botanico e del rifugio Novezzina. È stato inaugurato il 30 luglio 2005. Numerosi sono gli incontri di divulgazione organizzati per avvicinare appassionati alla conoscenza dell’astronomia e all’osservazione del cielo. Per l’osservazione viene usato un telescopio Smith-Cassegrain 400mm f.10 – Focale 4000 su montatura equatoriale tedesca 10 Micron G4000 posto nel tetto scorrevole. Mentre per l’osservazione solare vengono usati tre telescopi opportunamente schermati.

Gli stessi sono usati anche dai soci appassionati di astrofotografia con splendidi risultati. Da vedere la galleria delle immagini di Facebook oppure sul sito www.osservatoriomontebaldo.it. Con l’intento di ampliare la gamma dei monitoraggi ambientali seguiti dall’Osservatorio Astronomico (Stazione Meteorologica, 5.0.M., Inquinamento Luminoso, Telecamere per il monitoraggio ambientale), è nato il progetto di realizzare una stazione professionale di monitoraggio sismografico, in collaborazione con I.N.G.V. (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). È collegata alla rete nazionale per il monitoraggio in tempo reale degli eventi sismici. Nei prossimi anni verrà realizzato anche un Planetario in fianco alle strutture esistenti. L’Osservatorio organizza ogni anno 12-15 aperture pubbliche durante il periodo primaverile ed estivo. Le serate generalmente iniziano intorno alle 21:00, con una breve conferenza a carattere astronomico. Segue visita degli ambienti e strumentazioni dell’Osservatorio.

Meteo permettendo, riconoscimenti delle principali costellazioni e osservazione degli oggetti ci celesti con i telescopi. Tutte le serate sono pubbliche e non serve la prenotazione. L’Osservatorio Astronomico è aperto tutto l’anno per visite e osservazioni su prenotazione di gruppi con minimo 20 e massimo 50 persone. Informazioni e prenotazioni tramite il sito www.astrofiliveronesi.it, oppure al 334 7313710.

Il Vajo dell'Orsa
Il vajo dell’orsa, è una interessante valle che da Ferrara a 858 metri di quota, scende a Brentino, a 180 metri di quota, per la maggior parte in comune di Brentino-Belluno. Valle di origine tettonica, poi esarata dalle due ultime glaciazioni, l’Orsa è percorsa dal torrente Bissole. È in realtà formata da tre parti: il vajo o canyon della Valle delle Pissotte (in territorio di Ferrara), il canyon della Valle dell’Orsa ed il canyon di Brentino. Questa valle è il regno dello sport del torrentismo o canyoning ed è stata scoperta in questo senso nel 1981 da Beppe Pighi e poi attrezzata dal gruppo speleologico del CAI di Verona.

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