Il giro del Monte Castelcucco

Dettagli del percorso

Percorso: Soggiorno Gresner Albarè (1000 m), Passo della Crocetta (990 m), bivio sentiero per Pian di Festa (840 m), Le Sponde (990 m), Passo del Casello (1055 m), Meneghei (1036 m), Villaggio Montecucco (1025 mì), stalla ottagonale Albarè (1005 m), Soggiorno Gresner (1000 m).

Dislivello: 430 metri circa tra salite e discese (630 metri con la variante della vetta).

Tempo di percorrenza: 3 ore circa (4 con la salita sul Monte Castelcucco).

Difficoltà: itinerario medio-facile, con qualche salita e discesa. La variante per la cima di Monte Castelcucco, presuppone buon senso di orientamento.

Periodo consigliato: da aprile a novembre. Per osservare le fioriture i mesi di maggio e giugno.

Ambientazione: il percorso è quasi sempre nel bosco e quindi in ombra, salvo il tratto finale. Si svolge su una strada bianca o mulattiera, salvo qualche tratto su entiero, ed il percorso finale su asfalto.

Equipaggiamento: scarpe comode da trekking.

L’itinerario inizia in località Albarè, raggiungibile facilmente in pochi minuti da Ferrara di monte Baldo con una bella strada nella pineta. Si parcheggia nei pressi dell’ingresso del Soggiorno F. Gresner (1000 m).

Da qui seguendo l’indicazione per il Rifugio-Colonia Ugo Merlini dell’Associazione Nazionale Alpini, si imbocca la strada asfaltata che volge a sud e fiancheggia il nuovo villaggio turistico con molte villette che guardano sulla dorsale baldense. La strada diventa bianca e volge ad est inoltrandosi in un bosco di noccioli a sud-est. La zona attraversata, ora ricoperta da noccioli, era in passato pascolo, poi abbandonato. Lasciato sulla sinistra il Rifugio e un eliporto, da uno slargo nel bosco appaiono le creste del Monte Baldo con vista sul Rifugio dei Fiori, il Rifugio Chierego e il Coal Santo. La strada prosegue in ampie curve pianeggianti nel bosco, ora arricchito da sporadici faggi, carpini, roverelle e larici, fino ad una radura attrezzata come punto sosta, dov’è installata una edicola in legno che segnala il Passo della Crocetta (990m).

Il Passo è un valico tra il Monte Cor a sud (1018 m) ed il Monte Castelcucco a nord (1180 m). Attraverso di esso, un antico sentiero consentiva il collegamento tra la Val d’Adige e a conca di Ferrara di Monte Baldo. La radura è ai bordi della Foresta Regionale della Val d’Adige, che si estende in gran parte sul Monte Cor.

Dal Passo, si prende sulla sinistra la strada forestale che scende ripida per Pian di Festa. Il percorso è direzione nord-est, all’interno di un bosco di carpini e faggi. Dopo circa un chilometro, si raggiunge la zona delle Fontanelle ed il bivio con il sentiero per Pian di Festa (840 m).

All’altezza di una seconda edicola in legno si abbandona la strada che curva a sud in direzione Pian di Festa e si imbocca sulla sinistra un stretto sentiero, indicato con il numero 660. ll sentiero n. 660 sale con moderata pendenza in direzione nord, tra rocce affioranti, in un ambiente di particolare interesse floreale:
nei mesi di maggio e giugno si apprezzano fioriture sulla gradazioni del rosa e del viola, di fiordalisi e gerani selvatici, frassinelle ed orchidee. La vegetazione è data in prevalenza da carpini e roverelle, ma anche da frassini. Si raggiunge infine il tratto settentrionale de Le Sponde (990 m), dove una parte esposta del sentiero su di un affioramento roccioso, protetto da una palizzata di legno, consente un ampio panorama sulla Val d’Adige.

L’itinerario prosegue costeggiando l’alta Valle dei Ranzi, a tratti tra quinte di orridi dirupi ed aquilegie fiorite. Gradualmente i faggi fanno di nuovo la loro comparsa, ed all’altezza di una nuova bacheca il percorso diviene pianeggiante. Qui si possono notare delle incisioni sui lastroni di pietra che stiamo calpestando (croci ed iniziali), in quanto questa è antica zona di confine con il comune di Belluno.

Il sentiero, divenuto nuovamente mulattiera, si allarga all’interno di un’ampia faggeta, punteggiata da qualche esemplare di abete rosso e bianco, e sbocca all’improvviso in una vasta radura attrezzata per campeggio estivo della parrocchia di San Pietro In Cariano. Oltrepassata la recinzione che delimita la radura attraverso un’apertura pedonale, si giunge in breve al Passo del Casello (1055 m) punto storico di transito verso la conca di Ferrara di Monte Baldo. Dal Passo del Casello si può raggiungere la strada asfaltata, o proseguire sulla destra lungo un sentiero che porta a malga Gambone. Dalla strada asfaltata, deviando a destra, si raggiunge la vicina contrada Meneghèi (1036 m) caratterizzata da abitazioni montane disposte a schiera, con stalle-covili. fienili e porticati al piano-terra e con scale esterne in pietra che raggiungono le cucine e le camere al primo piano ed i “granai” al secondo piano. La maggior parte di queste costruzioni sono oggi restaurate ed impiegate come residenze turistiche, soprattutto estive.

Torniamo al passo del Casello e saliamo a sud lungo una strada bianca, disseminata di numerose selci, che si arrampica su un vasto soleggiato rialzo erboso con pozza d’alpeggio trasformata in cisterna d’acqua recintata. Dal rialzo erboso ampio è il panorama: a nord è bene evidente su un dosso la malga Gambone, con lo sfondo del Monte delle Erbe e la Punta delle Redutte; ad est sale la grande distesa erbosa del Monte Castelcucco con bosco sommitale; ad ovest si ammira la dirsale principale del Monte Baldo e più in basso, da destra a sinistra, la contrada Cambrigar, il villaggio turistico della Lonza (El Cico) e la contrada Campedello.

Proseguendo sulla strada bianca a sud del Passo del Casello, si incontra su di un dosso la malga Albarè, con grande camino aggettante, Casàra annessa ed intonacatura Caratteristica a strisce bianche e rosa; sullo sfondo si scorgono il Monte Cimo e più lontano il Monte Pastello.
Superata agevolmente una recinzione di filo spinato, all’altezza del villaggio Montecucco (1025 m), piccolo agglomerato di case di vacanza, si percorre la strada asfaltata in dolce discesa verso sud.

Dopo poche centinaia di metri si incontra sulla sinistra la più significativa testimonianza antropica del percorso: la stalla ottagonale (1005 m) detta “l’Ottagono”. La stalla è stata costruita nel 1909 dal Comune di Ferrara di Monte Baldo in questa forma originale ed inusuale. Seppur non più utilizzata nell’allevamento del bestiame (attualmente è luogo di accoglienza per gruppi), rappresenta un esempio perfettamente conservato di stalla montebaldina. Dall’Ottagono, poche decine di metri ci separano dal Soggiorno Gresner (1000 m), punto di partenza del nostro itinerario.

Trincee

Dal Passo del Casello proponiamo una interessante e remunerativa variante (dal punto di vista paesaggistico e naturale), con la salita non difficile del Monte Castelcucco. Tenendosi a sud del campeggio della parrocchia di San Pietro In Cariano, ci si dirige ad oriente in leggera salita fino ad entrare nella pineta su di una evidente mulattiera che risale dolcemente il versante settentrionale del Monte Castelcucco all’interno di una pineta. Siamo qui in un ombroso bosco di abeti rossi e larici frequentato da scoiattoli, volpi e caprioli.

La mulattiera in dieci minuti sbocca in uno spiazzo da cui si gode una bella vista della Val d’Adige e della prospiciente Lessinia a quota 1130 metri. Qui vi é un pascolo residuale, invaso da rovi e ginepri, con una pozza d’alpeggio. Procedendo verso sud-ovest entriamo in un vecchio rimboschimento di pino nero, in una zona di doline. Proprio in una di queste, collocata su di un pendio boscoso, si apre una piccola cavità, molto profonda: si tratta di un pozzo carsico, di cui non si vede il fondo. Continuando a sud-ovest sempre tra contorti pini neri (a causa dei venti e delle cattive condizioni ambientali che si hanno in inverno sulla sommità del monte), si incontrano trinceramenti e fortificazioni della grande Guerra.

Lungo il bordo della trincea, seguendo i punti rossi fatti dalla Protezione Civile, ci si abbassa a sud a raggiungere un serbatoio dell’acquedotto comunale. Tenendo invece la direzione a nord, si raggiunge in breve il pascolo con la sommità del Monte Castelcucco da cui si gode una bella vista della dorsale baldense. Ritornati al deposito, seguendo a sud-ovest una strada che scende tra vecchie cave di Rosso Ammonitico, ora abbandonate, si raggiunge la recinzione del Soggiorno Gresner e l’interessante stalla dell’Ottagono, raccordandosi al percorso principale, oppure si prosegue ad oriente della recinzione, sempre in discesa, fino a raggiungere i piloni della linea elettrica dell’alta tensione. Da qui la strada volge a ovest e degrada dolcemente nella faggeta fino a raccordarsi con la strada per Passo Crocetta poco prima del rifugio degli Alpini. Poche centinaia di metri
ci separano infine dal Soggiorno Gresner.

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