Pro Loco Ferrara di Monte Baldo

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Il Paese

Il Paese

Il Comune di Ferrara di Monte Baldo è il comune meno popoloso della Provincia di Verona, infatti nel 2016 risulta composto da una popolazione di 226 abitanti. Di questi solo una settantina sono dimoranti anche nel periodo invernale.

Il piccolo centro di Ferrara di Monte Baldo che siede in posizione panoramica sul versante orientale del Monte Baldo, in una conca verdeggiante situata quasi a mezza costa, sospesa tra la valle dell’ Adige a oriente e le cime del Monte Baldo a occidente e a settentrione, offre all'ospite un piacevole e riposante soggiorno in un ambiente alpestre di grande interesse paesaggistico e naturalistico. Nella magnifica vallata, coperta da ampie distese prative e fitti boschi di conifere, sorgono numerose frazioni minori, nelle quali si è sviluppato, nel più forte rispetto per l’ambiente, il turismo residenziale che caratterizza tutta la zona. Di esso sono esempi ammirevoli il villaggio “Alpino” sul versante occidentale della conca e i villaggi “Albarè” e “Monte Cucco” su quello orientale. Attraverso Ferrara passano gli itinerari più affascinanti del Monte Baldo, da quello automobilistico che sale all’ Orto Botanico di Novezzina e continua attraverso boschi e vasti panorami sino alla Bocca di Navene (m 1430, con vista sul lago), a quelli per escursioni a piedi fino a Punta Telegrafo (m 2220), con il suo immenso panorama a 360 gradi, o fino a Cima Valdritta (m 2180).

Fino alla fine del 1990, si univa all'economia tipicamente alpina (pastorizia, casearia, agricola di montagna e boschiva), un economia turistica legata allo sci alpino. A Novezza erano funzionanti 3 impianti di risalita che servivano principalmente gli appassionati provenienti dalle provincie di Verona e Mantova, essendo la località sciistica più facilmente raggiungibile. Dal 2015 ha riaperto la stagione di turismo e sport invernali con l’attivazione di due tapis roulant, preludio a sviluppi futuri (maggiori informazioni sul sito www.novezzafutura.it).

Il turista tra le bellezze del Monte Baldo può ammirare, unica in Europa, la grandiosa fioritura primaverile montana. Sul Baldo, infatti, vivono specie arboree e floreali che solo sulle sue pendici continuano a vivere e riprodursi.

I sentieri di montagna, dai più semplici a quelli con caratteristiche totalmente alpine, fanno si che per tutto il tempo dell'anno migliaia di escursionisti calpestino i prati e i sentieri baldensi.

Le prime testimonianze più sicure di una frequentazione umana nel territorio di Ferrara di Monte Baldo si fanno risalire al Paleolitico Medio. L’89 a.c. vede l’occupazione romana sottomettere definitivamente le popolazioni locali. L’attività di lavorazione del ferro estratto nella zona in epoca romana sembra sia l’origine del nome di Ferrara dato a tutta la vallata. Dopo le invasioni barbariche il territorio del Baldo fu dapprima dominio dei Longobardi poi dei Franchi. Con l’avvento degli Scaligeri, nel 1277 il territorio di Ferrara, proprio per la produzione e lavorazione del ferro, venne a far parte della “Fattoria Scaligera”. La valle di Ferrara fu testimone di fatti d’arme sia durante le campagne di Napoleone in Italia, sia nel corso delle guerre del Risorgimento. Nel 1866, con la terza guerra d’indipendenza, Ferrara entrò a far parte del regno d’Italia. Durante la prima guerra mondiale il fronte passava lungo il suo territorio. Ne sono testimoni le trincee e le fortificazioni costruite proprio in previsione dell’evento bellico. Durante il secondo conflitto mondiali la zona è teatro di combattimenti fra i partigiani delle Brigata Avesani, che trovarono rifugio nei boschi e grotte di Ferrara, e le truppe nazifasciste.

(cenni storici tratti dal volume “Ferrara di Monte Baldo – dalle creste baldensi al vajo dell’Orsa”, coordinato da Maurizio Delibori – Collana «I Comuni Veronesi»/7 – edito da Centro Turistico Giovanile A.C.A. “M. Baldo” Edizione 2017)


Da vedere:

Il Monte Baldo

Il Monte Baldo è una tipica montagna prealpina, ricca di valori naturalistici ed ambientali. Le mutevoli vicende climatiche verificatesi nel corso dei millenni nella regione padano-alpina hanno determinato l'insediamento di numerose specie floristiche. Partendo dalla sponda del lago di Garda e dai bassi versanti della Val d'Adige, si trovano specie sempre verdi d'ambiente sub-mediterraneo. Salendo attraverso formazioni via via diverse, troviamo specie d'ambiente sia alpino, che rupestre, e di prateria. Ben si comprende come tanta varietà floristica, in un unico ambiente montano, suscitasse meraviglia nei botanici dei secoli scorsi, i quali individuarono sul Monte Baldo, per la prima volta, specie ignote sino ad allora. Ciò spiega perché molti fiori portino la specificazione "baldense", in quanto proprio sul Monte Baldo, sono stati individuati per la prima volta (es: Anemone baldense, Galium baldense, Knautia baldense).
Per capire il motivo di tanta tipicità, serve ricordare che le sommità del Monte Baldo furono risparmiate dal ghiaccio della ultima grande glaciazione.

Il Santuario della Madonna della Corona

Nel territorio di Ferrara di Monte Baldo sorge quello che è stato definito “il più ardito santuario d’Italia”: il Santuario della Madonna della Corona. Documenti medievali attestano che già intorno all’anno Mille nell’area del Baldo vivevano degli eremiti legati all’Abbazia di San Zeno in Verona e che almeno dalla seconda metà del 1200 esistevano un monastero ed una cappella dedicata a S. Maria di Montebaldo. Il sacro edificio annidato sulle rocce a strapiombo sulla Valdadige, è stato oggetto di più rifacimenti nel corso dei secoli; l’attuale facciata risale alla fine dell’Ottocento, mentre l’interno è stato consolidato e ampliato su tre navate nel periodo 1975-1978. Cuore del Santuario è il gruppo Pietà in pietra locale dipinta poi venerata come Madonna della Corona. Una pia tradizione collocava la nascita del Santuario della Madonna della Corona nel 1522, anno in cui la scultura qui venerata sarebbe stata miracolosamente traslata per intervento angelico dall’isola di Rodi, invasa dall’armata mussulmana di Solimano II, ma la datazione viene smentita dall’esistenza, nei recessi dell’attuale Santuario, di un dipinto di una Madonna con bambino, di fattura trecentesca, che costituì la prima immagine venerata nell’originaria chiesetta, che da essa prese nome. La statua poggia su un piedistallo recante la scritta “HOC OPUS FEClT FIERI LODOVICUS D CASTROBARCO D 1432”, tradizionalmente considerata come prova che la statua venne fatta realizzare e donata alla Corona nel 1432 da Lodovico Castelbarco, proveniente da una nobile famiglia roveretana. Maggiori informazioni sul santuario e sulla sua attività sono reperibili dal sito www.madonnadellacorona.it

L’Orto Botanico

Sorge in località Novezzina nel Comune di Ferrara di Monte Baldo, sull’area di un vecchio vivaio forestale e rappresenta un punto di incontro per studiosi ed appassionati della montagna baldense e del suo prezioso patrimonio floristico.
Nell’Orto Botanico vengono raccolte le specie autoctone del Monte Baldo, escludendo ogni importazione da altre zone geografiche: questo in rispetto della grande ricchezza floristica di quello che, a livello internazionale, è riconosciuto come “Hortus Europae”. L’ambiente viene mantenuto secondo il naturale rispetto della montagna veronese, per consentire a studiosi ed appassionati di percorrere un luogo ricco di specie naturalmente inserite. Maggiori informazioni sono reperibili dal sito www.ortobotanicomontebaldo.org

L'osservatorio astronomico "Angelo Gelodi"


L’osservatorio, inaugurato il 30 luglio 2005 , è situato in località Novezzina, a nord del paese. Il Circolo Astrofili Veronesi "A. Cagnoli" lo gestisce sia sotto l’aspetto tecnico che sotto l’aspetto divulgativo e delle attività per il pubblico. Maggiori informazioni sono reperibili dal sito www.osservatoriomontebaldo.it

Vaio dell’Orsa


Il Vaio dell'Orsa prende vita dal laghetto ENEL di Ferrara di Monte Baldo e scende a valle per gettare infine le acque del suo torrente nell'Adige a Brentino Belluno. È conosciuto in tutta Europa dagli amanti di "torrentismo" per essere uno dei più affascinanti e tecnici percorsi di canyoning.
I suoi salti e le sue marmitte lo rendono meraviglioso anche se a volte "terrificante". Un ambiente incredibile avvolge chi discende il fiume nei tratti tranquilli, mentre una serie di scivoli e calate caratterizza il tratto centrale molto acquatico; si entra poi in quello che viene chiamato il "canyon fossile" caratterizzato da blocchi enormi per poi riprendere la discesa e oltrepassare le altre cascate del torrente.
Chi intende percorrere la discesa non deve disporre di particolari capacità tecniche, occorre comunque una certa dose di "fegato" e l'idonea attrezzatura. In ogni caso è vivamente consigliato scendere accompagnati da guide esperte.

Sacrario del Monte Baldo

Il Sacrario fu realizzato nel 1982 dall'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Verona per ricordare i caduti di tutte le guerre nati nei 98 comuni della provincia di Verona.

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